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Fraternità

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L’amore evangelico che unisce ogni sorella a Cristo è la fonte del legame fraterno che ci costituisce insieme come famiglia.

La dedizione semplice e umile al bene di ogni sorella incarna nella quotidianità la reciproca custodia nel cammino della volontà di Dio.

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La novità dell’oggi attende una risposta; chiamate alla comunione la cerchiamo insieme per testimoniare con l’unità e il servizio corale la presenza del Regno di Dio.

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tra sorelle

…nella semplicità della fraternità…

GIORNI INDIMENTICABILI NELLA NOSTRA VITA

In India noi sorelle ci siamo divise in due gruppi per facilitare l’organizzazione di incontri e gite. Io sono sr. Niji e appartengo al secondo gruppo, quello delle più giovani, che si chiama “De Paul Group”. In questo gruppo siamo in 17 e siamo partite il 28 di Settembre per Kulathupuzha, dove abbiamo avuto 3 giorni di incontri e gita insieme. Mentre eravamo in pulmino abbiamo già iniziato il divertimento con diversi tipi di giochi. Poi abbiamo pregato, recitato il Santo Rosario e cantato tanti canti alla Madonna. In pratica 6 ore di viaggio non sono state affatto pesanti. Verso le 18 siamo arrivate a Thenmala, dove abbiamo visto le “musical fountains”. Per la maggior parte di noi era la prima volta che le vedevamo, perciò tutte siamo state contente dello spettacolo di acqua e musica. Alle ore 20 siamo arrivate nella nostra Casa famiglia di Kulathupuzha. Le sorelle ci hanno accolto in un modo molto caloroso. Hanno fatto una introduzione su San Vincenzo, poi ci hanno dato una candela ciascuna e siamo entrate in casa cantando l’inno del nostro santo patrono. Davanti alla statua della Madonna abbiamo fatto una piccola preghiera e deposto le candele accese, come simbolo della vita che deve trasmettere la luce alle persone che incontriamo. Questo benvenuto ha fatto passare tutta la nostra stanchezza e siamo diventate di nuovo molto attive. Dopo la cena però siamo andate a letto presto perche’ il giorno dopo dovevamo partire alle 5.30.
Il 29 mattina tutte puntuali siamo partite per Kanyakumari. Eravamo molto desiderose di vedere quel posto. Abbiamo pregato in pulmino Angelus, Lodi e Rosario. Poi è iniziata la gara dei canti! Prima abbiamo visitato due posti molto importanti per noi Indiani si chiamano “Muttidichiampara, Maniyadichiampara”. Un santo, che si chiama “Devasahayampilla”, è morto lì. In pratica lui era un ufficiale del Re e si è convertito al Cristianesimo e per questo motivo hanno fatto di tutto per farlo tornare all’hinduismo; ma lui, una volta che ha capito chi è Gesu,’ non voleva più lasciarlo. Così, dopo varie torture, lo hanno ucciso. “Muttidiciampara”: ‘Mutte’ vuol dire gomito ‘idi’ picchiare ‘para’ vuol dire roccia. Mentre lo portavano per ammazzarlo, il santo aveva tanta sete e ha colpito una roccia col suo gomito e dalla roccia è scaturita dell’acqua. Oggi c’è una chiesa molto famosa in quel posto e tante persone vengono come pellegrini. La roccia c’è ancora e anche noi abbiamo raccolto l’acqua da bere. Poi siamo andate a “Maniyadichiampara”. ‘Mani’ campanello…. quando è morto Devasahayampilla, le rocce si sono colpite tra di loro facendo un suono simile ad un campanello e così hanno avvisato della morte del santo. La gente del paese è salita al bosco e lì ha trovato il suo corpo. Anche noi siamo salite su quella montagna recitando la Coroncina e abbiamo fatto suonare la roccia picchiandola con un altra pietra. In quella chiesa avremmo voluto partecipare alla Santa Messa, invece c’era un ritiro e abbiamo partecipato un po’.
Più tardi abbiamo visitato un palazzo che si chiama “Vattakotta”. Attorno a tre lati di quel palazzo c’è il mare: una visione meravigliosa. Nessuna di noi aveva voglia di andare via da lì, cosi abbiamo deciso di pranzare in quel posto e dopo siamo andate al mare di Kanyakumari. Siamo state lì un po’ di tempo e poi ci siamo spostate ad un’altra spiaggia famosa del Kerala (fino a quel momento eravamo in ‘Tamilnadu’, un altro stato vicino a noi) che si chiama “ Shankumugham”. Quando siamo arrivate erano già le 19.30 però c’era luce come in pieno giorno e tanta gente, ma allo stesso tempo c’era una calma che induceva persino a fare meditazione. Tutte noi siamo scese nell’acqua e ci siamo proprio divertite. Era troppo bello non volevamo uscire, ma era ora di ripartire verso la Casa famiglia.
L’ultimo giorno dell’incontro, cioe’ il 30 di Settembre, abbiamo avuto un’altra esperienza molto bella. Nella parrochia di Kulathupuzha hanno organizzato la festa di San Vincenzo assieme ai gruppi Vincenziani. I Vincenziani di 10 altre parrocchie sono arrivati nella chiesa di Kulathupuzha per festeggiare con noi. Veramente il parroco ci ha fatto una sorpresa incredibile. Noi abbiamo animato la Messa con i canti e loro hanno preparato l’introduzione, offertorio, ecc…. dopo la Messa hanno offerto anche la colazione a noi e a tutte le persone che avevano partecipato. E’ stata veramente una grande festa. Noi in Delegazione quest’anno avevamo deciso di rinunciare a festeggiare la festa di San Vincenzo per usare i soldi per aiutare i bisognosi. Però il Signore ha visto la bontà della nostra proposta e ci ha preparato una festa ancora più bella, in un modo molto attraente e diverso. Dopo la Messa Padre Baiju (O S J), parroco di Kulathupuzha, ci ha tenuto un incontro di circa un ora e mezza. Lui ha iniziato parlando della nostra identita’. Quando noi compriamo un regalo dobbiamo pagare il prezzo ci ha detto, perciò, visto che la nostra vita è un regalo per Dio, noi dobbiamo pagare il prezzo: se vogliamo regalare a Dio una cosa che ha valore, prima di regalare dobbiamo diventare valorose. Ci ha chiesto anche se noi siamo serve o professioniste? Se ci prende il professionismo allora perdiamo la nostra identita’ di Ministre della Carita’. Lui ha concluso l’incontro dicendo che dobbiamo conoscere bene l’identità della Congregazione e vivere secondo quella. Dopo pranzo ci siamo incontrate tutte insieme, senza il padre, e abbiamo fatto anche la condivisione.
Questi tre giorni sono stati molto belli e abbiamo goduto tanto della fraternità e della bontà di Dio. Ci hanno aiutato a pensare tante nuove cose e a prendere delle decisioni importanti che serviranno nella vita. Sopratutto in questi giorni abbiamo staccato da tutta l’attività che ci prende abitualmente e ci hanno aiutato a pregare di più, a conoscere meglio l’identità della Congregazione e la chiamata personale e comunitaria e anche a divertirci assieme.
Dopo la merenda siamo ripartite dalla casa di Kulathupuzha ringraziando le sorelle di casa che hanno faticato per noi, per accoglierci nel migliore dei modi. Siamo arrivate alla casa di Palarivattom verso alle 20.30, serene e grate per quanto ricevuto.

Sr Niji

ricordando le sorelle che ci hanno preceduto